Gli insegnanti volontari

 

 

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Chi insegna alla Penny Wirton è una persona speciale: intanto perché lo fa gratuitamente e questo non è poco in un mondo come il nostro dove risulta molto difficile sottrarsi alla logica retributiva: io ti do, tu mi dai. Poi perché è davvero interessato alle storie dei suoi studenti: chiunque essi siano.

Le motivazioni dei volontari, donne e uomini di ogni età, possono essere assai diverse una dall’altra: c’è chi viene alla Penny Wirton spinto da ragioni etiche. Chi lo fa per motivi politici. Chi si sente animato dalla passione civile. Chi ha un ideale religioso. Chi arriva per superare una crisi esistenziale. Alla fine tutti si riconoscono nello stesso gesto di gratuità.

Ci sono numerosi ex docenti, oppure pensionati provenientie da esperienze lavorative diverse da quella scolastica. Un gruppo cospicuo è costituito da neolaureati, laureandi e studenti interessati al tirocinio nell’insegnamento della lingua italiana come lingua seconda (L2).

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Sono presenti anche, opportunamente guidati, studenti liceali che arrivano o per iniziativa propria o più spesso per gli stage formativi previsti dall’alternanza scuola-lavoro introdotta dalla riforma L. 107.

Ai volontari non è richiesto un diploma specialistico, ma in primo luogo la disponibilità a intervenire gratuitamente e l’attitudine a mettersi in relazione con le persone che incontrano, studenti e colleghi. Per agevolarne l’attività, la scuola stessa predispone momenti di formazione, tiene disponibili in sede abbondanti materiali didattici e ludodidattici appositamente studiati, che i volontari impareranno a conoscere e a usare.

A tutti è offerta l’opportunità di cominciare affiancando per due o più lezioni insegnanti già attivi ed esperti.

Il numero dei volontari è cresciuto negli anni fino a superare, nel corso del 2016, le 120 unità.

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